top of page

Nizza Monferrato:

Notizie di Casa Madre

Origini della casa

don Bosco.jpg

Don Giovanni Bosco

L'Istituto "Nostra Signora delle Grazie" fu comprato da don Giovanni Bosco nel 1877, sulle rovine di un vecchio convento di Frati Minori Osservanti, (a cui seguirono i Riformati e i Cappuccini). Fu venduto nel 1871 alla Società Enologica di Savigliano (CN). Nella primavera del 1877 San Giovanni Bosco venne a Nizza, invitato dal Conte Cesare Balbo ad aprire un suo collegio-convitto, poiché l'ex-convento fu nuovamente messo in vendita a causa del fallimento della Società Enologica. Il Santo - considerata l'urgenza di restituire al culto la Casa di Dio e l'opportunità di farne acquisto per trasferirvi le Figlie di Maria Ausiliatrice dalla sede di Mornese e aprire un istituto di educazione femminile - iniziò le pratiche per la presa di possesso.

L'atto d'acquisto si fece il 30 aprile 1877 e l'atto notarile fu rogato il 23 ottobre dello stesso anno (e cioè dopo che si ebbe l'approvazione della competente autorità ecclesiastica), con gran soddisfazione della popolazione. 

Ma Don Bosco dovette procurarsi la somma richiesta di 30.000 franchi e perciò si fece questuante presso grandi e piccoli benefattori (di cui fra i primi è da ricordare il Canonico Edoardo Martini che gli donò 25.000 lire e alla sua morte, nel 1884, costituì Don Bosco suo erede universale). A tutti i benefattori Don Bosco assicurò l'offerta di preghiere, Sante Messe e opere di religione che si sarebbero fatte nella Chiesa e nel Convento.

​

Così la Madonna - come era chiamato il convento dai Nicesi – divenne la nuova Casa delle FMA che Madre Mazzarello sentì «come una casa ben diversa dalle altre e che deciderà grandi cose»: la Casa Madre, erede privilegiata dello spirito di Mornese.

 

La Casa appartenne alla Parrocchia di S. Giovanni dalla sua fondazione fino al 1° gennaio 1946, quando passò sotto la giurisdizione della Parrocchia di S. Ippolito.

​

Nascita e sviluppo di Casa Madre

​

La storia di Casa Madre si intreccia con quella del Santuario Nostra Signora delle Grazie e coincide, nei primi 50 anni, con la vita stessa dell'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice. È anche motivo di orgoglio per la città di Nizza Monferrato, su cui cadde la scelta di San Giovanni Bosco per destinarvi la sede centrale della sua giovane Congregazione.

Maria Domenica Mazzarello.JPG

Maria Domenica Mazzarello

A Nizza il 4 febbraio 1879, si stabilì la prima Madre Generale, Maria Domenica Mazzarello, e con lei il primo Capitolo Generale. Il primitivo Collegio di Mornese, culla dell'Istituto, dovette essere venduto (e poté essere riscattato solo nel 1949) e la Casa di Nizza divenne la Casa Madre, l'erede riconosciuta dello Spirito carismatico di Mornese, da cui furono generate le altre innumerevoli Case (12 già vivente Madre Mazzarello!). Da Nizza, nonostante le sue cagionevoli condizioni di salute e il disagio per i mezzi di comunicazione di allora, la Madre iniziò a viaggiare per assicurarsi de visu della fedeltà al carisma salesiano delle figlie che il prodigioso moltiplicarsi delle Case aveva portate lontano. E curò una vivace corrispondenza epistolare: delle 68 lettere rimasteci, 44 furono scritte di suo pugno da Nizza Monferrato.

​

È vero che Madre Mazzarello visse a Nizza solo gli ultimi suoi due anni, ma furono anni ricchi di insegnamenti e di fervore in cui raggiunse la pienezza di santità, la piena maturità di grande apostola e di Madre, realizzando al femminile, nel rigoglio di vocazioni, il carisma salesiano di Don Bosco, per cui fu riconosciuta a buon diritto Confondatrice dell'Istituto delle FMA. Nella fertile terra nicese cadde, secondo il suo espresso desiderio, il seme fecondo delle venerate spoglie della Madre, destinato a moltiplicarsi in una rigogliosa messe di frutti di santità apostolica.

​

Il 16 settembre 1878 arrivarono le prime FMA, ma la data ufficiale della fondazione di Casa Madre coincide con la riapertura al culto dell'antica chiesa francescana: il 27 ottobre 1878 l'allora Direttore Generale Don Giovanni Cagliero, SDB, benedisse solennemente la Chiesa sommariamente restaurata in seguito alla sua sacrilega trasformazione in cantina enologica, e il giorno seguente, domenica, celebrò, dopo vent'anni dall'ultima Ufficiatura francescana, presente Madre Mazzarello, la prima Santa Messa.

​

La Cronistoria registra 5 visite di Don Bosco in Casa Madre dopo la sua inaugurazione, e sempre in occasione degli Esercizi Spirituali, da lui tanto apprezzati, in agosto/settembre, per le signorine/signore o, l'ultima volta, il 23 agosto 1885, per le suore. Memorabile in quella circostanza la visione della Madonna che egli ebbe e le sue commosse parole: «Voglio dirvi che la Madonna è proprio qui ..., che è contenta di voi,... cammina in mezzo a voi, ... copre la Casa con il suo Manto!»

lapide.JPG

Le prime opere della nuova Casa furono l'Oratorio festivo e il Laboratorio, subito frequentati da ragazze entusiaste, tra cui sbocciarono le prime bellissime vocazioni religiose.

​

Seguirono la Scuola Elementare (oggi Scuola Primaria) e l'Educandato, poi il Corso di Perfezionamento, l'Asilo o Giardino d'infanzia, la Scuola Complementare (più tardi sostituito dalla Scuola Media e dalla Scuola di Avviamento), il Corso Fröbeliano (più tardi divenuto Scuola di Metodo o Scuola Magistrale).

​

Ma ciò che distinse e caratterizzò sempre Casa Madre fu la Scuola Normale "Nostra Signora delle Grazie" (futuro Istituto Magistrale, poi Liceo sperimentale psicopedagogico, quindi della comunicazione, per confluire nel Liceo delle Scienze Umane- opzione Economico-sociale con la riforma del 2012).

 

Sotto la guida illuminata di Madre Emilia Mosca e poi di Madre Marina Coppa, «la formazione delle maestre fu, fin dai primi anni, lo scopo principale verso cui erano polarizzate tutta l'attività e le sollecitudini delle insegnanti. Il corso elementare era in funzione della Scuola Normale, quasi suo indispensabile complemento, in quanto offriva alle neomaestre la possibilità di svolgere il tirocinio pratico nell'ambito della scuola stessa».

La maggior parte delle frequentanti erano educande, cioè convittrici-alunne che in Casa Madre potevano coltivare, oltre al sapere imposto dallo studio, le loro migliori predisposizioni artistiche: la musica, le belle arti, la filodrammatica... e nelle animate ricreazioni davano libero sfogo alla loro rumorosa vivacità, ma anche, almeno per un certo tempo, con la cerimonia di premiazione di fine anno e poi con l'ufficiale lettura dei voti settimanali su condotta, studio, ordine e urbanità e per l'aspirazione a salire sull'Albo d'onore erano stimolate ad una sana emulazione. Inoltre, aderendo alle varie fiorenti associazioni, si edificavano a vicenda nell'osservare i programmi dei vari statuti (degli Angioletti, Giardinetto di Maria, Aspiranti, Figlie di Maria, Figlie del Sacro Cuore..., Gioventù Femminile Cattolica Italiana...) a loro più confacenti. Tra esse fiorirono eroine di virtù che dall'Istituto spiccarono il volo per il cielo e di cui rimangono nell'archivio della Casa documentate testimonianze. Ricordiamo: Giovannina Piazza (†1911), di cui Suor Giuseppina Mainetti FMA ha scritto la biografia, Serena Carnevale (†1918), Giuseppina Sarto (†1921), Juanita Martinotti (†1932).

​

Gli educandati, e soprattutto quelli gestiti da famiglie religiose, come le Suore di Carità, le Canossiane, le Figlie e le Dame del Sacro Cuore, le Orsoline, le Suore di S. Giuseppe, le Dorotee, le Suore di Sant'Anna, le Marcelline, oltre alle Salesiane, ancora nel primo novecento costituivano il luogo di educazione preferito da molte famiglie, anche di condizioni non agiate. Tra l'altro con la loro democratizzazione, essendo luogo di rimescolamento di ragazze di estrazione e provenienza geografica alquanto varia, essi costituivano un rimedio alla discriminazione sociale e quindi contribuivano all'unificazione italiana. E il collegio di Nizza costituì un'esperienza paradigmatica, almeno nei suoi primi 50 anni di vita, con un numero di interne in progressivo aumento da 30, agli inizi, a 150 nel 1900, a 225 e oltre nel 1910 e negli anni successivi... ed un regolamento - notiamo - modellato su quello maschile dei Salesiani.

​

Don Bosco e Madre Mazzarello avevano intuito quanto fosse importante per il rinnovamento della società, l'influenza capillare della donna figlia, sposa e soprattutto madre e maestra, ma anche quanto fossero necessarie al compimento di quest'umile e alta missione l'istruzione, la cultura e l'educazione. Perciò, in un tempo in cui l'accesso delle donne alle Università registrava appena timidi tentativi, l'Istituto delle FMA non esitò ad iscrivere Suore intellettualmente capaci (come suor Giuseppina Mainetti e suor Angela Vespa) alle Facoltà Universitarie (con professori per lo più liberali/massoni!) per il conseguimento dei necessari titoli accademici abilitanti all'insegnamento nella Scuola Superiore Normale, destinata a preparare maestre per la scuola elementare, pronte a ricreare cristianamente le generazioni avvenire.

E fu proprio l'esigenza di una preparazione didattica in grado di competere con le istituzioni scolastiche statali - non certo favorevoli agli Istituti Religiosi - a contribuire all'affermazione della nostra scuola che ottenne nel 1900, nonostante le ostilità e le laboriosissime pratiche richieste, il Pareggiamento (e fu grazia singolarissima attribuita al S. Cuore!), nel 1962 meritò dal Ministero P.I., il diploma di I^ classe con medaglia d'oro per le sue benemerenze nel campo della scuola, della cultura e dell'arte, e ancora in questi ultimi anni (2006-2009) ottenne e confermò la Certificazione di Qualità.

​

La forte valenza pedagogica del Sistema Preventivo di Don Bosco, realizzata da personalità di spiccata vocazione educativa (come madre Emilia Mosca, madre Elisa Roncallo, madre Maddalena Morano, madre Marina Coppa, suor Felicina Fauda...) ha imposto questa scuola all'attenzione non solo sul territorio, ma anche di tutte le altre scuole dell'Istituto che a lei hanno guardato come a modello. Attenta ai bisogni formativi dei giovani e alla realtà del territorio, ancora ultimamente ha coraggiosamente attuato opportuni interventi innovativi con discipline elettive, attività integrative e sperimentazioni, prevenendo la riforma scolastica delle autorità governative.

casa-madre foto antica.JPG

Con le numerose spedizioni di missionarie che a Nizza hanno ricevuto la loro formazione, l'influenza di questa scuola è giunta fino ai confini del mondo e, grazie all'elevatezza spirituale e alla fedeltà al carisma qui vissuto, dopo Madre Daghero, quattro Madri Generali e moltissime Superiore che occuparono le più alte cariche nell'Istituto, compresa la Beata Madre Morano, sono state exallieve o comunque hanno ricevuto la loro formazione salesiana a Nizza-Casa-Madre e sarebbero degne di essere elevate all'onore degli altari, insieme ad altre umili Suore come una Suor Assunta Gaino († 1886) e Suor Regina Azzolin († 1953 ). Suor Giselda Capetti, che visse con molte testimoni dello spirito delle origini di Nizza: Casa-Madre nel 1885 era «il centro propulsore di tutta la vita dell'Istituto. Riuniva una comunità di 40 professe, 49 novizie e 25 postulanti che vivevano insieme come una grande e ben ordinata famiglia, raccolta ogni giorno presso il medesimo altare e che si ritrovava pure alla stessa povera mensa intorno alle Superiore».

Nove Capitoli Generali su ventuno furono qui celebrati, dal 1884 al 1928, in progressiva e sia pure forzatamente accelerata emancipazione dalle dipendenze dei Superiori Salesiani - in seguito alle Normae secundum quas del 1901 - a mano a mano che quelle che il Cagliero riteneva «un gruppetto di Masnà (= bambine)» e Don Bosco «ancora nell'infanzia», alla scuola dei migliori e più esperti figli del Fondatore (come Don Costamagna, Don Cagliero, Don. Lemoyne, Don Bonetti, Don Marenco, Don Bretto...), divennero a loro volta, autonome e persino audaci e ardimentose guide dell'Istituto, che andò gradualmente consolidandosi anche nella sua struttura giuridica, senza tuttavia rompere quei legami che caratterizzano tuttora la compattezza della Famiglia Salesiana, e al tempo stesso ricevendo nel processo del suo regolare ordinamento il sicuro sigillo della Chiesa.

 

Non meno fiorente della scuola e anche più fecondo di vocazioni fu l'Oratorio festivo a cui Madre Elisa Roncallo lasciò legato il suo nome, ricordato in benedizione dalla popolazione nicese. Per esso ella riuscì con innumerevoli iniziative e sacrifici a costruire la Chiesa del Sacro Cuore, inaugurata contemporaneamente al nuovo edificio scolastico di cui voleva essere simbolicamente la pietra angolare, capace di accogliere le 300, 400, 500... oratoriane.

 

Meravigliosamente attivo fu anche il Laboratorio tenuto da abilissime maestre di ricamo e di cucito, capaci di realizzare capolavori d'arte su velluto, seta, organdisse... per arredi, paramenti ecclesiastici... di cui è custodito qualche esemplare nel nostro Luogo della Memoria.

 

Naturalmente all'incremento del personale religioso e delle destinatarie e all'imponente sviluppo delle attività dovette necessariamente corrispondere l'espansione edilizia, perciò Casa Madre, già vivente Don Bosco, fu in continuazione un attivo cantiere per migliorie e costruzioni (vedi Appendice), fino a coprire una superficie di 21.000 m quadrati. E questo specialmente in occasione dei grandi eventi della storia salesiana di santità, come le successive fasi dell'iter di canonizzazione di Don Bosco e di Madre Mazzarello e le periodiche ricorrenze giubilari. Memorando nel 1922 il Giubileo d'Oro di fondazione dell'Istituto e di riapertura al culto della Chiesa Nostra Signora delle Grazie, elevata in quell'occasione alla dignità di Santuario aggregato a Santa Maria Maggiore in Roma, in seguito all'incoronazione pontificia della statua di Maria Ausiliatrice, dono di Don Bosco; e quello centenario del 1972 con la sosta dell'urna di Madre Mazzarello nel Santuario.

 

Al compimento di 50 anni dalla fondazione di Casa Madre, verso la fine del 1929, il Consiglio Generalizio si trasferì a Torino - Valdocco, all'ombra della Basilica di Maria Ausiliatrice e vicino alla Casa Madre dei Salesiani, anche per ragioni amministrative e di più facile accessibilità, ma Nizza custodì ancora gelosamente per una decina d'anni nel suo Santuario le venerate spoglie della prima Madre Generale, Madre Mazzarello. Per la loro traslazione nella Basilica di Maria Ausiliatrice (a sua maggior gloria, in vista della imminente Beatificazione, ma vivacemente contrastata dai Nicesi, gelosi custodi della loro Santa) si dovette ricorrere dai Superiori ad uno stratagemma di cui fu serbato a lungo amaro ricordo dalla popolazione.

​

La partecipazione, nonostante l'inclemenza del tempo, il 10 maggio 1939, al corteo e ai grandi festeggiamenti per l'arrivo della reliquia insigne nella cappella a lei dedicata, dimostrò quanto viva fosse la devozione locale alla Madre. Nonostante la diffamazione di una stampa denigratoria nei confronti delle Case Religiose, il suo gran cuore di Madre aveva conquistato i Nicesi, quando, settant'anni prima, a pochi mesi dal suo trasferimento a Nizza, una spaventosa alluvione aveva spinto a bussare alla porta dell'ex-convento, in cerca di aiuto, quegli stessi che pochi giorni prima avevano inveito contro la Madre e le sue Suore.

E sempre, in occasione di simili calamità (che in media si ripeterono ogni 20 anni) o di altri cruciali eventi, come le due Guerre Mondiali, la generosità della Madre non si smentì nelle Superiore che le succedettero, e Casa Madre fu sempre aperta a chi chiedeva soccorso, anche perché la Madonna dimostrò ripetutamente la sua protezione con il prodigioso arresto delle acque minacciose o con altri segni provvidenziali.

Nel 1917, durante la Prima Guerra Mondiale, Casa Madre fu per metà requisita e trasformata in ospedale militare per soldati affetti da febbri malariche e più di 10 suore, di cui 4 infermiere, furono loro addette. E non solo: dal Consiglio Generalizio di Nizza partirono direttive per rispondere ad analoghe esigenze in tante parti dell'Istituto con generose e volontarie offerte di personale qualificato.

Anche la Scuola Tecnica di Nizza si avvalse delle Insegnati FMA dell'Istituto Nostra Signora delle Grazie quando, durante la Prima Guerra Mondiale, vennero a mancare i professori richiamati al servizio delle armi.

Inoltre Casa Madre divenne sede di Colonie Estive e organizzò attività formative e ricreative per le figlie di soldati in guerra, le cui mamme erano costrette a supplire il marito nel lavoro e, cessato il conflitto, aprì, accanto all'Educandato, per qualche anno, un piccolo Orfanatrofio per bambine, orfane di carabinieri.

N.B. Casa Madre fu l'unica in tutto l'Istituto a non subire danni nella Seconda Guerra Mondiale e i perseguitati politici che qui si rifugiarono non furono scoperti!

Non per nulla l'Istituto Nostra Signora delle Grazie continua ad essere affettuosamente chiamato dai Nicesi, come al tempo dei bravi Francescani, La Madonna.

 

Dal 1941 al 1998, Casa Madre tornò ad essere sede ispettoriale (lo era stata all'inizio dell'istituzione delle Ispettorie dal 1908 al 1915) e come tale fu ancora centro di animazione per una vasta porzione dell'Istituto in territorio ligure-piemontese per cinquantotto anni.

Furono gli anni difficili della Seconda Guerra Mondiale e del Dopoguerra, dei rivolgimenti politici, del Rinnovamento Conciliare, del '68 contestatore, del calo demografico..... ed anche Casa Madre risentì dell'influenza dei cambiamenti evolutivi di mentalità, costume, esigenze sociali con conseguente progressivo adeguamento.

«Il collegio di Nizza così strutturato nella sua ordinaria complessità, col passare degli anni dovette aver perso qualcosa dello stile di famiglia.....». Così si legge nella ricerca di Suor Grazia Loparco che riporta il pensiero di Suor Lina Dalcerri, FMA exallieva di Nizza Monferrato e di Vallecrosia. L'allontanamento dallo spirito primigenio della terza generazione, ed anche il considerevole afflusso delle destinatarie aveva già nel 1922 comportato l'esigenza di maggior disciplina e organizzazione. Si aggiunse negli anni seguenti l'influenza del regime fascista.

bottom of page