NIZZA SALESIANA:
CARTINA

tracce di salesianità sparse nel territorio nicese

NIZZA SALESIANA: CARTINA

Il progetto di riscoprire e tracciare i luoghi di Nizza Monferrato dove hanno vissuto ed operato Don Bosco e Madre Mazzarello, fondatori dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice, e dopo di loro le suore salesiane, i salesiani e tanti laici che, a diverso titolo, hanno condiviso il carisma dei fondatori, è nato in occasione dell’inaugurazione dell’Archivio Storico delle Figlie di Maria Ausiliatrice del Piemonte e della Valle d’Aosta. In esso, trasportato nel 2013 a Nizza Monferrato nella Casa-madre delle FMA, sono contenuti documenti di varia natura che attestano la vitalità dell’Istituto per l’educazione dei bambini e dei giovani e la disponibilità e l’apertura verso i bisognosi.

 

SCOPO

L’obiettivo è quello di rendere fruibile a pellegrini e visitatori, anche attraverso il web del sito dell'Archivio Storico, il patrimonio culturale in relazione con la realtà salesiana presente a Nizza Monferrato. Sul sito di Casa-madre saranno sempre più aggiornati i luoghi di storia e arte, aperti e fruibili, collegati tra loro attraverso itinerari di visita geografici o tematici corredati da descrizioni.

TAPPE

1. Stazione: don Bosco decide di trasferire le Figlie di Maria Ausiliatrice dal “Collegio” di Mornese alla Madonna (convento e santuario “Nostra Signora delle Grazie”) per la grandezza dell’edificio e la possibilità di edificarvi vicino, per il clima salubre e per la possibilità, anche attraverso la stazione ferroviaria, di maggiori spostamenti.

2. Chiesa di San Giovanni: prima parrocchia delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Al suo interno sono presenti opere d'arte raffiguranti i fondatori delle Congregazioni Salesiane.

3. Chiesa di Sant’ippolito: attuale Parrocchia delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Al suo interno sono presenti opere d'arte raffiguranti i fondatori delle Congregazioni Salesiane.

4. Piazza don Bosco: qui è posto il busto di don Bosco. Voluto per volontà dei nicesi in occasione della beatificazione del Santo dei giovani (29 giugno 1929).

5. Viale don Bosco: qui è posto il busto di Madre Mazzarello. Voluto dagli ex allievi, in occasione dell’inaugurazione dell’Archivio Storico delle Figlie di Maria Ausiliatrice del Piemonte e della Valle d’Aosta nel 2017.

6. Istituto “Nostra Signora delle Grazie”: dopo Mornese (1872-1979), sede della Casa-madre delle Figlie di Maria Ausiliatrice e fino al 5 dicembre 1929 anche della loro Casa generalizia. Il sindaco di Nizza M., Filippo Fabiani, già il 3 marzo 1870 aveva chiesto a don Bosco di acquistare il convento dei frati francescani e l’annesso santuario (proprietà confiscate ai religiosi a causa delle leggi napoleoniche), ma l’affare non andò in porto. Don Bosco poté accettare solo nel 1877. Il complesso era stato venduto ad una società enologica di Savigliano, che aveva trasformato la chiesa in cantina; don Bosco e Madre Mazzarello lo riportarono alla dignità di luogo di preghiera e l’annesso convento cominciò a diventare un luogo di istruzione, educazione ed evangelizzazione di numerose generazioni di giovani ragazze.

       Qui visse Madre Maria Domenica Mazzarello dal 4 febbraio 1879 al 14 maggio 1881 (data della sua morte).

       A lei sono succedute Madre Caterina Daghero (1881-1924) e Madre Luisa Vaschetti (1924-1929).

       Al suo interno sono di particolare interesse:

     

      Oggi le opere sono: scuola (sezione primavera, scuola dell’Infanzia, scuola primaria, secondaria di primo grado e corsi professionali), oratorio, attività sportive, associazioni di ex allievi e salesiani cooperatori, corale “don Bosco” e laboratorio “Mamma Margherita”, VIDES, attività dell'Archivio Storico Ispettoriale

     7. Oratorio salesiano “don Bosco”: seconda sede dell’Oratorio maschile voluta dai salesiani dopo la distruzione del primo per un’alluvione del torrente Belbo. Tra i vari sacerdoti salesiani che si sono alternati nel tempo si ricordano:

  • Don Ferdinando Maccono: biografo e postulatore delle cause di Madre Mazzarello e sr Teresa Valsè Pantellini

  • Don Giovanni Battista Lemoyne: autore delle “Memorie Biografiche” di don Bosco

  • Don Clemente Bretto: ideatore, accanto alla scuola, di un 'osservatorio meteorologico' quale utile complemento degli studi secondari che vi si stavano compiendo.

  • Don Giuseppe Celi: grande educatore e formatore di giovani, del quale si vorrebbe introdurre la causa di canonizzazione.

 

8. Prima casa dei salesiani: i salesiani arrivano a Nizza M. con le figlie di Maria Ausiliatrice e una loro comunità sarà attiva fino al 1996.

9. Ghetto ebraico: al ghetto ebraico è legato un episodio del 1879, che vede coinvolta in prima persona la comunità delle Figlie di Maria Ausiliatrice, appena giunte a Nizza M. Una giovane ebrea, amica delle prime due ragazze nicesi, che diverranno Figlie di Maria Ausiliatrice, desidera convertirsi al cristianesimo, dopo alcune traversie ed episodi spiacevoli i parenti la riconducono in famiglia. La notizia fa molto scalpore anche sulle pagine dei giornali. Tale spiacevole episodio porta però alla ribalta dell’opinione pubblica il lavoro educativo di don Bosco e delle prime suore, offrendo l’occasione della diffusione dell’opera a Nizza M.: da quel momento, infatti, aumentarono le iscrizioni al collegio.

10. Palazzo comunale: la collaborazione e la stima reciproca con le istituzioni ha la sua manifestazione più visibile con Madre Elisa Roncallo, superiora del consiglio generale e incaricata a costruire e mantenere buone relazioni con il territorio. Uno dei personaggi con cui collaborerà fattivamente sarà l’onorevole Vittorio Bucceli, sindaco di Nizza M. e senatore del Regno d’Italia.

11. Chiesa di San Siro: al suo interno sono visibili opere d'arte raffiguranti i fondatori delle Congregazioni Salesiane.

12. Chiesa della Santissima Annunziata: la pala d’altare da cui il santuario prende il nome, “Nostra Signora delle Grazie”, prima che il convento fosse ceduto al Comune, dopo la soppressione delle congregazioni religiose, fu trasportata nella cappella dell’ospedale per la sua conservazione.

13. Teatro Sociale: Le relazioni con il territorio si sono dimostrate positive in diverse occasioni. Per il 100nario della nascita di don Bosco, le ex allieve delle Figlie di Maria Ausiliatrice organizzarono una manifestazione in cui il Marchese Filippo Crispolti tenne una conferenza dal titolo: “L’opera educativa femminile di don Bosco”. Numeroso fu il concorso della cittadinanza.

14. Cascina “la Bruna”noviziato e Casa Centrale delle Missioni Estere: eredità della prima Figlia di Maria Ausiliatrice nicese, Maria Terzano. Diventò “Casa Centrale per le Missioni Estere”, luogo dove si formavano le future suore missionarie, tra l’altro per andare soprattutto in America Latina ad accogliere i migranti italiani in cerca di fortuna. Fin dalle origini il noviziato formò le giovani che volevano intraprendere il cammino formativo per consacrarsi al Signore.

15. Cascina Cremosina: don Bosco e le Figlie di Maria Ausiliatrice trovarono nei nobili nicesi dei benefattori, tra cui i marchesi Ripa di Meana, che accoglievano alcune Suore per sostenerle nello studio della musica e del francese; tra le suore che beneficarono di questi aiuti c’è Madre Elisa Roncallo.

16. Cimitero: il cimitero è custode anche delle spoglie di numerose Figlie di Maria Ausiliatrice, tra cui le Madri generali della Congregazione e alcune superiore della prima ora: Madre Petronilla Mazzarello, amica della fondatrice e prima vicaria generale dell’Istituto, Madre Clelia Genghini, segretaria generale e prima archivista, Madre Emilia Mosca di San Martino e Madre Marina Coppa, consigliere scolastiche, Madre Angela Vallese, pioniera missionaria in America Latina, … e tre salesiani, tra cui don Giuseppe Celi.

17. Casa di Caccia dei conti Corsi: don Bosco frequentava la cittadina anche anni prima di portare la Casa-madre delle Figlie di Maria Ausiliatrice a Nizza M.. La contessa Gabriella Corsi di Bosnasco, nata Pelletta di Cossombrato, l'aveva invitato più volte nella sua casa campestre, dove avrebbe potuto attendere ai suoi lavori (qui nacque la delibera sul liceo ad Alassio, SA) e godere in pari tempo un po' di sollievo. Il luogo è anche opportuno per poter incontrare, in modo discreto, alcuni sacerdoti su indicazione del Pontefice, in un periodo politico che richiedeva delicatezza e prudenza. Spesso qui mandava anche i suoi salesiani.

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